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Analisi Transazionale e stili linguistici

Analisi Transazionale e stili linguistici - ComunicAscolto

In altre occasioni

mi sono riferito

al “parlar bene”

come strumento

di lavoro per chi,

appunto per lavoro,

ha a che fare con

le persone.  

Il “parlar bene” come strumento di lavoro

Il “parlar bene” come strumento di lavoro - ComunicAscolto

 Sono convinto da tempo

che, nell’ambito

di un percorso formativo

su strategie relazionali,

bisognerebbe inserire alcuni

step dedicati alla lettura.

Lettura in aula ad alta voce,

proprio come si fa a scuola

(o meglio, come si faceva …). Lettura di romanzi e poesie,

e di autori “veri”. Ed utilizzando testi cartacei, beninteso.

Anzi, a volte interi percorsi formativi potrebbero essere sostituiti

da "semplici" percorsi di lettura.

Sono convinto, infatti, che una situazione di impasse in cui

si aggrovigliano coloro che per lavoro hanno a che fare

con le persone, sia sintetizzabile in “parlar male”.

Non mi sto riferendo, per carità, a livello di istruzione e di cultura,

o a capacità di linguaggio, degli interessati.

Si tratta, invece, di quell'esprimersi alquanto sintetico, e allo stesso

tempo generico, a cui siamo abituati nel quotidiano e che si rafforza

attraverso una contrazione terminologica: nel quotidiano, chi più chi meno,

utilizziamo pochi termini. Sempre gli stessi. Come se puntassimo

al risparmio, come se ogni parola diversa ed in più avesse un

costo extra: con dieci euro hai diritto a venti

parole al giorno. Ogni termine in più, che non rientra perciò nel menù fisso,

ti costa altri due euro.

Di fatto è una questione di pigrizia, più che altro, ovvero della tendenza a

lasciarsi andare a comode abitudini linguistiche, a volte fortemente

limitanti per   una chiara esposizione del nostro stesso pensiero.

Nella maggior parte dei casi non ci badiamo, a meno che gli esiti

della comunicazione siano particolarmente

insoddisfacenti. Anche allora, il più delle volte, ci assolviamo

dicendoci che non siamo stati capiti.

Stando così le cose diventa alquanto agevole comprendere come questo

tipo di linguaggio sia insufficiente ai fini di una comunicazione efficace

ed efficiente.  Qui non stiamo alludendo al rapporto tra linguaggio e

mappe mentali, tra parola e significato, tra linguaggio e

simbolismo.  Niente riferimenti a PNL e simili. Stiamo

parlando semplicemente di “leggere”. Di imparare che

esistono altre parole oltre quelle che utilizziamo comunemente.

 

 

 

Ancora sui luoghi comuni e le trappole cognitive: empatia e fiducia

Ancora sui luoghi comuni e le trappole cognitive: empatia e fiducia - ComunicAscolto

Già in un intervento precedente ho posto l’accento su alcune

distorsioni interpretative che, spesso,

conducono il Teleseller

all’insuccesso.

I luoghi comuni più rischiosi per il Teleseller

I luoghi comuni più rischiosi per il Teleseller - ComunicAscolto

Dopo recenti sessioni formative  

ho potuto verificare la persistenza,

in alcuni Operatori, di luoghi comuni alquanto

auto-boicottanti, e cioè:

1)    bisogna adeguarsi al Cliente

2)    bisogna creare nel Cliente il bisogno

La gestione delle Obiezioni

La gestione delle Obiezioni - ComunicAscolto

Le obiezioni costituiscono un materiale

prezioso per l’Operatore.

Solo quando esse emergono la comunicazione

finalmente si stacca

dalla vaghezza della critica e dalla logorante

genericità dello sfogo.